giovedì 27 agosto 2009

terribile e consolante

Carissimi, anche la dodicesima è fatta. L'oncologo mi ha guardato dispiaciuto quando gli ho detto che pensavo fosse la tredicesima. Me ne mancano altre 6. Troppe per non sentirmi più scocciata. Stanotte alle 4 ho messo a posto lo sgabuzzino, poi finalmente la "corrente nervosa" si è interrotta e ho dormito per quasi due ore. La seccatura è non sapere mai come andrà: oggi, ad esempio, mi sento in forma... ma fra un poco andrò a letto. Qui mi dicono che fa caldo, invece io sto benissimo a questa temperatura. Ieri, quando sono arrivata, avevo freddo.
Ma veniamo, se vi va di continuare a leggermi oltre al "bollettino sanitario", alle notizie dal reparto oncologico.

PAUSA CAPPUCCINO

Sono arrivata all'ospedale alle 11.30. L'amnpia entrata del bar si affaccia sul corridoio che porta ai piani. Butto un'occhiata e chi vedo al bancone? Le due stronze oncologhe! Mi affretto all'accettazione per prendere il mio numero, che significa l'oncologo a cui ho deciso di dare la mia preferenza, visto che il primario l'ho visto solo una volta in quasi due anni... ma tanto, me l'avevano detto, lui è sempre aggiornato sulle cartelle cliniche.
Ok, prendo il numero e, avendo due persone in lista pprima di me, scendo a fumarmi una sigaretta. Fra l'una e l'altra cosa è andata via una mezzora. Torno alla sala d'attesa - gremita - di persone , che aspettano la visita , altrimenti non si accede alla terapia.

UNA DONNA: Sono qui dalle 7, non ne posso più"
ALTRA DONNA: "Le porte degli ambulatori sono aperte, si vede che hanno avuto un'emergenza..."
IO: "No, sono giù a prendere il cappuccino..."
DONNA: "Ma è strano, non è mai successo..."
IO: "Ha ragione, non pensavo che esistesse anche la pausa cappuccino, oltre a quella di pranzo dalle 13 alle 14"
Entrambe mi guardano con riprovazione. Non si toccano i Santi!

L'oncologo che mi sono scelta non è così stronzo, lui si ferma fino a quando ha mandato la mandria in sala chemio. Non so se mangia quando e dove, ma sicuramente smaltisce la coda dei pazienti. Sarà anoressico rispetto alle due culone? Non credo, ha il senso del dovere, ma quanto è comunque succube al clima di indifferenza dell'ambiente. Mi sono chiesta: "Ma questo atteggiamento di disaffezione dal paziente, non sarà uguale a quello che antiche madri portavano a dare un nome al nascituro solo dopo due anni di vita? Quando cioè il peggio era superato? Ma questo è giustificabile come atteggiamento anche con i malati di cancro?".
"Quanto timore si ha della morte, della perdita, della sofferenza? "
"Quanta indifferenza si mette in campo per difendersi?"
"Quanto si diventa ostili per fare barriera?"

SALA CHEMIO

Sono riuscita a guadagnarmi un lettino. Spero di dormire, perché la "pera" di Valium è davvero una seccatura. Non permette di leggere, ma neppure di dormire. Sei in pre anestesia. Mi sto slogando le mascelle a furia di sbadigliare e sto pensando - da ottimista - che domani avrò un viso fantastico per una sessantenne. Insieme al Valium c'è il Cortisone che è meglio di un lifting, salvo far balzare la bilancia di due chili.
Che sonno, che sonno... come vorrei dormire. L'albero delle pere incombe su di me con tutti i suoi flaconi (4). Invece è tutto un casino: sono nella stanza senza tv, ma c'è la musica... non ho neppure capito da dove viene, chi la sceglie, chi la mette... Ma nessuno ha parlato della musica classica che stimola perfino il latte alle mucche? Invece qui è sempre un gran casino: bip bip di quelli che finiscono il flacone; signorina, infermiera, Barbara o lucrezia di quelli che finiscono il flacone senza bip bip perché non è a tempo; i parenti che intrattengono i congiunti che rompono le palle, visto che sono già ampiamente assistiti; i volontari che disturbano visto che non sono utili... ecc.
I pazienti che - non avendo il problema del Valium - conversano da una poltrona all'altra.

CRONACA COSTRETTA

Mi ritrovo nuovamente accanto a quella che ha lì il marito che le "porta l'acqua con le orecchie". Vuole tutto. Lui deve restare lì ad osservare il gocciolamento delle flebo, "altrimenti l'infermiera non arriva e andiamo a casa alle 8". E vabbé, sarà alle 8.30... anche se non è vero perMa la sala chemio è fatta così, ovvero ci sono anche persone che vomitano e pisciano senza averne motivo. E vanno comunque rispettate, anche se scocciano.

TERRIBILE E CONSOLANTE

LEI: Ma da quando sei qui?
L'ALTRA: Da sei anni

Amici cari, mi avrete fra le palle ancora per un pezzo. Ma mandatemi il vostro affetto. E' un Dono che mi fa vivere.

Adriana

venerdì 21 agosto 2009

invenzioni con pesce e lavanda

Stamattina ho fatto nuovamente il percorso, compreso quello in acqua di mare con le scarpe appese al collo e il mini I Pod agganciato alla canottiera.
Non posso dire che sto in media, stavolta è stata un po' dura. Veramente sbifido l'Erceptyn, colpisce a tradimento... o forse sono io che comincio ad essere stanca, molto stanca. Però anch'io, alla fine - 27 dicembre - , griderò l'Americaaaaaaa :-))))))))))))))
Ok, passiamo alle foto.
Il problema qui sono le zanzare, quindi ho comperato per 13 euro in offerta speciale alla Lintd Lindl... io ho ancora problemi a pronunciare questa cosa tedesca... però è diventato il nostro Luna Park per adulti (peccato che non abbia anche i toys per adulti;-).
Due volte alla settimana lanciano prodotti a prezzi stracciati. Il problema è che se non arrivi di prima mattina non trovi più niente. E' una situazione di corsa fra i tedeschi (Lidl) e gli spagnoli che forniscono i prodotti sotto prezzo.
Ma veniamo al punto.
I prodotti biologici Sandokan permettono di spruzzare con uno spruzzino, tipo quelli che usi per pulire in casa. Ma io qui ho una bella siepe da tenere a bada. Quindi ho comperato la pompa che vedete nelle due foto (vi presento Claudia, Fernando già l'avete visto).
Siccome bisogna portarla a pressione, la prima volta l'ho caricata solo con acqua.... rivelazione! Sembra di entrare in un arcobaleno , o in una nuvola. Quattro goccie di essenza di lavanda... anche nebbia di lavanda diventa. Troppo bello....
Il pesce, grazie Fernando, è quello che ci siamo mangiati oggi alla griglia.
Vi abbraccio tutti e voi abbracciate noi tutti
Adri









mercoledì 19 agosto 2009

superenalotto, 1 euro di maleducazione

I ragionamenti sulle statistiche dei miei figli mi convincono a tale punto che l'ultima volta al casinò non ho neppure giocato. Mi sentivo già frustrata in partenza. Nel senso: "Ti accodi a quelli che non guadagnano niente alla fine o a quelli che già perderanno in partenza?"

Però, questo superlussuoso Enalotto, tutto italiano, che è al secondo posto dei record mondiali in fatto di premio, con gli aerei di tedeschi che arrivano qui per mettere la schedina e mangiare una frittura di pesce... Ditemi se, io in attesa di pensione, non potevo tentare un euro, anche se so che la chiesa e moralisti stanno mettendo in guardia contro un cambio di vita così drastico, in caso di vincita. Onestamente, non so se mi sentirei peggio.

Non stupitevi del seguente dialogo, perché io non ho mai giocato a queste cose.

La tabacchina è dietro ad un vetro quasi blindato e circondato di salvagenti, giornali e ciabatte. Già avvicinarsi alle Settimane Enigmistiche senza portafoglio in mano ti rende esposto al taccheggio.

Lei è mora, magra da stress, e ne ha pieni i coglioni. Il trucco tiene su a malapena tutto ciò che le cade nonostante i 40-50 anni. Rigida.
Però, cavolo, fa il suo laavoro, no?

IO:"Vorrei una schedina per il superenalotto"
Tzzzz, fa la macchinetta, e la "rigida" mi porge uno scontrino da supermercato, Con tutti i numeri stampati sopra. Sono sconcertata.
IO:"Avevo i miei numeri"
LEI:"Intanto paga un euro e poi va a prendersi una schedina da compilare a quel bancone"

Mi avvio col post it che dovrebbe sintetizzare le date del mio cancro (anche lui deve giocare!) e mi trovo questa schedina "a due piani" che mi terrorizza. La "rigida" vede la mia incertezza da Fracchia... le tengo testa solo perché ho la biro.
Ma lei non mi molla. E' dietro il vetro, ma la voce arriva come da una cattedra allo studente in ultima fila.

LEI: "Non deve assolutamente toccare con la penna i numeri vicini a quelli che segna"

IO mi sento già meglio solo per il fatto di avere una penna. Ma la schedina è fatta in due fasce. Sono due possibilità di combinazione, o l'una conferma l'altra come ricevuta?

Interviene uno della coda e mi dice - compassionevole - che ho due possibilità. Ciò mi sconcerta, ovviamente. Non avevo pensato ad altri numeri alternativi. E ho una folla che preme dietro. Qualcuno dice: "Eccoli quelli che vogliono i milioni quando il premio è grosso, manco sanno giocare e magari vincono" .
C'è un clima di ostilità che mi mette i brividi.

Allungo la mia schedina compilata. Quella dietro al vetro la guarda con aria schifata: "Sicuramente la macchinetta non la passa. Lei ha cerchiato i numeri, invece bisognava oscurarli".
Dietro di me ci sono tre persone che rumoreggiano sul mio dilettantismo.
Porgo la schedina.

Un euro! solo un euro.

Mette la mia schedina nella sua maledetta obliteratrice.
LEI: "Le avevo detto di non toccare i contorni dei numeri intorno
IO: "Ho solo cerchiato i numeri, senza sfiorare gli altri"
LEI: "Andavano cancellati, non cerchiati. Lo faccio io solo perchè non ho persone in coda"

NAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA, la lotteria è uno sfinimento, non fa per me.

wmaz
Adro

giovedì 13 agosto 2009

my pooper - Ben! E l'etica


Mi state mandando tante cose belle, ma cerco di essere discreta e non bombardarvi. Faccio come gli scoiattoli! Veramente spudorati! Ora arrivano solo fra le 5 e le 6 di mattina, non si fermano neppure per sgranocchiare. Portano tutto nei loro nidi, tanto sono già diventati grassi e lucidi. Non sembrano più brutti topini.
Insomma sti immagazzinando anch'io... però questa! Proprio non resisto! Mandate tutti a Marie Therese un Fiocco Azzurro di felicitazione per Ben!

Oggi giornata fantastica! Bisogna stare male per capire il gusto di stare bene! Ho vuotato completamente il garage. Sembrava un mercatino all'aperto. Stamattina Luciano mi aveva messo in guardia: "Hanno rubato altre due biciclette, entrando direttamente nei garages rimasti con la maniglia aperta". Bene, ho buttato tutto fuori (comprese 4 biciclette) perché era necessario dare una riordinata. Poi sono andata a farmi un sacrosanto pisolo e tutti a dirmi... e le biciclette? "Se le portino via!" .
Io ho perso il filo da quanto te lo mettono in culo, legalmente e illegalmente, mi sembra che non fa più differenza. Ieri, ad esempio, è venuto l'antennista. Non sono una fanatica della tv, ma quando sto male - e faccio perfino fatica a leggere - vedo che stare distesa a letto i programmi televisivi mi inducono un sonno inarrestabile. Non ho ancora capito - e questo mi scoccia non poco - se sono peggiorati i programmi o se sono io entrata nella sindrome dell'abbiocco... cosa che non mi succedeva mai davanti alla tv! Vi assicuro che è inquietante.
L'antennista, per stendere cinque metri di filo (dall'antenna sul tetto alla mia camera sotto il tetto) ha voluto 120 euro. Ma 45 minuti di lavoro con materiale a costo zero valgono la prestazione? Non stiamo diventando tutti esagerati, inflazionati e, quindi, banditi, ladri e briganti?
Io mi sono licenziata da un lavoro che amavo talmente tanto, perché... era una favola.
Ero alle medie e mi era capitato uno di quei temi del cazzo: "Cosa vuoi fare da grande?". Onestamente non lo sapevo, né avevo da sperare che non sarei finita in fabbrica (Calze Si Si).
Sicuramente mi piaceva viaggiare, ma questo è un termine improprio vista la condizione in cui vivevo. Cioè spostarmi, non viaggiare.
Però questo tema in classe lo dovevo fare... Così mi sono fatta due bigliettini, uno con scritto "giornalista" e l'altro "hostess". Li ho mescolati sotto il banco... E' uscito "giornalista". Sarà per quello che ho chiuso con le lingue straniere?
Ho scritto il tema, specificando che volevo fare la giornalista, e descrivendo il giorno prima, quando avevo portato la pagella a casa. Nel tema la chiamai "Pajella".
Tze, Tze... non era una brutta Pajella... sfigatella... Adesso non passi questi traumi...
Me lo ricordo ancora il voto di quel tema: 8. Mica potevo aspirare di più, non era neppure concepibile. In quegli anni, se un insegnante ti dava più di 8 lo viveva come una sconfitta: L'allievo che supera il maestro! L'allievo era antipatico per definizione. Naaaaaaaa. Era così in generale, ma per fortuna io ho avuto Buoni Maestri.
Il giudizio scritto in rosso sul tema non era esaltante, ma incoraggiante. Ovviamente non posso citarlo che a memoria: "Hai una scrittura brillante. Potresti anche fare la giornalista. La "Pajella" è stata divertente. Dedicati alla cronaca rosa o spiritosa"

Non era il mio campo.
Però ho fatto il mestiere che avevo scelto col bigliettino sotto il banco. E per questo sono stata molto determinata (cazzo che fatica solo per fare le medie e non l'avviamento). Mica era facile essere femmina nei miei anni. Perché di Donna si parlava? Non lo ricordo. Quante ingiustizie fa la grammatica quando si adegua alla Storia .

Smack
Così come sono... anche incongruente

lunedì 10 agosto 2009

Giuseppe


Ed ecco il nostro intrepido Giuseppe intento a stracciare ogni record personale di tiro a freccette. Mi ha fatto una visita lampo da domenica pomeriggio a lunedì sera. Poche ore prevalentemente impegnate a mangiare a dormire, perché - seppure per motivi diversi - eravamo entrambi mirati al recupero.
Questa settimana post terapia non mi è andata male, salvo una notte da cani che mi sono venuti crampi muscolari ai polpacci e sotto i piedi. Tutti da scoprire quelli alle mani, perché non li avevo veramente mai provati... ma ora ho ricominciato a prendere il Polase (magnesio-potassio) e la questione si sta risolvendo.
Domani notte sarà quella più densa di stelle cadenti. Raccontatemi se se siete andati a vederle. Qui per me è impossibile perché c'è ovunque troppa luminosità, anche se andassi in spiaggia.
Ora, anche se non sono neanche le 21, me ne vado a letto, sia perché sono stanca, sia perché c'è un bel temporale e mi piace moltissimo starmene a cuccia con un libro da leggere (che in questo caso è in Inglese!).
Un abbraccio a tutti.
Adriana

venerdì 31 luglio 2009

sdraio


Ho ricoperto le macchie di ruggine di questa vecchia sdraio con nastri colorati. L'effetto è gradevole e spiritoso. Credo dovrei fare la stessa cosa con me, visto che sono caduta per la seconda volta in due settimane. Stamattina ero nell'ultimo pezzo di percorso che ho preso l'abitudine di fare appena mi sveglio (4-5 chilometri a passo molto veloce, perché ci metto 45 minuti), quando la pietra sporgente di un marciapiede mi ha fatto fare un volo di tre metri... con planata molto molto ruvida, così ora ho ginocchia e gomiti incerottati... che palle! Sarà perché le medicazioni sono bianche - in aggiunta all'occhio ancora giallastro dall'ultima caduta per le scale - ma sembro più uscita da un incontro di pugilato che non una vecchia sdraio dignitosamente restaurata! UFFFAAAAAAA
Abbraccio sul nervoso
Adriana

foto grigliata







Venerdì sera grigliata da Luciano e Sandra. Io ho anche rubato qualche pannocchia giovane dal capo vicino per farle alla griglia. Peggio, Isabella è andata nell'orto di Luciano e ci siamo porate a casa due borse di verdure squisite e strettamente biologiche.
Quanto è bello vivere a contatto con la terra invece che con il cemento!
Però capisco che spesso le due cose non sono conciliabili.
Un abbraccione soprattutto a Sandra e Luciano.
Ma voi tutti che fate a Ferragosto?
Vi aspetto, ovviamente, anche perché è la mia settimana buona :-)))))))))).
Adriana

Fernando


Oggi va meglio.
Stamattina presto, ho fatto una camminata a passo molto sostenuto, anzi qualche tratto a corsettina, di quasi un'ora, tenendo d'occhio il cardiofrequenzimetro, cioè fra i 120 e i 130 battiti.
Poi, a mezzogiorno, ho affrontato la piscina, buttandomi di brutto, invece che aspettare di acclimatarmi. Così ho capito il problema. Non era solo che non riuscivo a riscaldarmi. Il fatto dell'oppressione al petto è determinato dai muscoli che sono stati interessati all'intervento. Io sono ancora niente o poco sensibile dal gomito allo sterno. Oltretutto la radioterapia ha irrigidito tutta la zona. Quindi l'acqua fredda aumentava la contrazione, dandomi la sensazione di peso sul petto.
Ora che l'ho capito non mi fa più paura. Stasera allungherò le bracciate, come oggi, e con esse i muscoli. Io ho un ottimo rapporto con l'acqua, non intendo guastarlo.

Nell'occasione vi mando una splendida foto che ho fatto a Fernando. Lui è un soggetto difficilissimo perché non sta mai fermo, esattamente come gli scoiattoli. Però questa l'ho rubata e, finalmente, è LUI!

Smack

scoiattoli dispettosi


Eccolo qua, cara Pierina. Stamattina alle 7 si è presentato puntuale a colazione, subito dopo seguito da altri due compari. Come foto non è un granché, ma appena sveglia è già qualcosa se mi vedo la punta del naso e gli scoiattoli non hanno la vocazione di stare in posa! Visto che occhietto adamantino? Sono comunque ancora piuttosto magrolini, bisognerà attendere l'autunno per vederli diventare grassi e lucidi come castagne.
Smack
Adriana

una serta "brillante"




Ieri sono venuti a trovarmi Pierina e Onofrio e, nel pomeriggio, anche Fernando.
Pierina ha fatto la siesta in giardino dormicchiando con un occhio solo, l'altro l'ha tenuto ben spalancato perché era curiosissima di vedere gli scoiattoli... Invece i fetentoni, per la prima volta da quando sono qui, non si sono fatti vivi.

Il dopo cena è stato molto divertente, perché Fernando (l'orafo) aveva portato con sé un campionario delle sue creazioni che hanno fatto "impazzire" noi signore, vicine comprese. Io stessa, che non sono particolarmente attratta dai gioielli, mi sono innamorata di un bracciale a serpente (pezzo unico) ma purtroppo dal prezzo proibitivo, anche se fatto da un amico come Fernando. Non importa, neppure una serata in allegria ha prezzo e questa è arrivata gratis, brillando di risate come pietre e metalli preziosi.

Con affetto
Adriana

partenza per il casinò




... e rieccomi :-)))))))).
Visto che già trabboccavo di gioia per l'ottimo esito della laurea, perché non concedermi una puntata
al casinò appena oltre frontiera (40 minuti d'auto).
Io e il Baby ci siamo messi in tiro e viaaaaa.....
Programma per il giorno dopo "Un matrimonio sloveno". Ma ora non ho tempo di raccontarvi, perché - sempre con il Baby - sto per tornare a Padova: domani è giorno di terapia.
Alla prossima volta.
Un abbraccio
Adriana

Albe e tramonti...







Vi assicuro che succede! Ovvero rendersi conto che alba e tramonto non sono poi così scontati. Chi non ha mai visto un'alba e un tramonto nella propria vita? Ne ho visti un sacco, mi sono detta! Ma mai su e giù dal mare. Cioè, il sole che si alza e poi si immerge nel mare, senza niente che si frapponga, tanto da sentirlo sfrigolare come una padella rfovente immersa nell'acqua fredda.
Marie Therese, la mia grande amica a Malta, è una persona pratica: si è organizzata per farmi vedere il sole sia al tramonto da una costa (prime due foto) sia all'alba, con una levataccia, dall'altra costa (le due altre foto). E, in entrambi i casi, siamo rimaste lì instupidite di dolcezza per una cosa che comunque avvine due volte al giorno e per tutti i giorni della nostra vita.
Io sarò di parte nei confronti del mare, ma un tramonto dietro le rocce di una montagna mi sembra una monetina che cade in un salvadanaio; invece lo stesso sole diventa un pesce pagliaccio quando si tratta di scomparire dentro e fuori del mare... si abbandona ad effetti speciali tanto che ti sembra di spadellare qualcosa di buono, con tanti profumi di erbe e di salso, dentro una padellona indorata dal bollore.
A volte bisognerebbe andare a caccia delle cose scontate per trovare quelle speciali.
Smack
Adriana



domenica 19 luglio 2009

compleanno di Ale







COMPLEANNO DI ALE
Oggi stato il compleanno di Ale. Lui è persona piuttosto schiva, ma perché negargli un risveglio gioioso? Con tutti i decori che lui odia! Tanto mi sono comunque svegliata alle 5, perché gli scoiattoli erano incazzatissimi, perché avevo dimenticato di comperare le noci... Così mi sono messa a gonfiare palloncini... cosa che odio, perché ho sempre paura che scoppino e il rumore mi dà un grande fastidio. E poi il pif pif della pompa faceva incazzare ancora di più gli scoiattoli. Certo che capirsi è un problema! Alla fine il "baraccone" è venuto su e... clap, clap, clap per Ale. Il mio occhio melanzana è ... accattivante.

LIVIDI

Premesso che potevo rompermi l'osso del collo; che - statisticamente - qui a Villaggio Estate hanno tutti guadagnato lividi sulla curva della scala; che ero perfettamente sobria in quanto appena uscita da terapia; premesso tutto ciò, mi vengono le paturnie quando io mi sento chiedere COME? "Come" implica un giudizio. E' significativo di COME si cade da una scala? Si cade, e BASTA! Solo due le alternative: o la scala è in muratura e scivoli, o è a pioli e le alternative sono tantissime. Ma la mia è una scala in muratura e sentirmi chiedere COME sono caduta mi fa incazzare. Perché non c'è un modo premeditato di cadere, anzi qualcosa ti manca o ti è di troppo sotto il piede e poi non sai perché da una botta in testa il sangue scende in modo subdolo fino a istoriare un occchio che non c'entrava niente con la botta. E COME ti è successo questo marchio che ti guardano al supermercato come una attempata moglie violentanta?
Così, vi ricordate? Si torna al discorso delle cicatrici: le donne le nascondono, gli uomini le esibiscono. Sconfitta e vittoria scritte sul corpo ma con linguaggi diversi. E che io rifiuto.

STELLE

Mi è piaciuta questa sarabanda di albe e tramonti mandati per foto. Ancora non ho trovato qualcuno che mi spieghi la differenza. Però, poco fa, ero in terrazza a guardare le stelle. Sarò poco romantica, però... mi sono messa a pensare ad una graduatoria.
1) Il cielo, se non altro per verificare le previsioni del tempo.
2) Le nuvole, ma in genere l'osservazione è collegata al punto 1
3) Il Sole... si guarda se attira l'attenzione (e lo fa costantemente) oppure lo si dà per scontato.
4) La Luna, la si tira in ballo quando fa comodo. Però è un prodotto così popolare che alla fine la si guarda, se non altro perché cambia forma.
5) Invece delle stelle ci occupiamo poco.

Stasera ero lì a guardare le stelle e mi sono chiesta - nell'arco della mia vita - quante volte mi sono soffermata a guardare le stelle.... rispetto ai 5 punti sopra.
Ma di quante cose parliamo... senza neppure averle viste.

Ci sono

Adriana

giovedì 16 luglio 2009

mercoledì 15 luglio 2009

ULTIM'ORA

Sono cottA, COTTA, vedo solo l'ora di dormire, se ciò mi fosse concesso. Non si può stare né in piedi, né sdraiati. Magari spiegherò, ma in un altro mpmento e solo se saprò che può essere utile.
Terapia ieri. Oggi sono qui a Lognao. A Padova non si respirava. Notte infernale.
Risponderò a tutti voi, ma con calma.
Grazie
Adriana

venerdì 3 luglio 2009



Carissimi
il primo luglio è stato l'anniversario della mia trasformazione in amazzone. Ho celebrato degnamente, anche grazie all'amico Roberto (detto il Principe) che mi ha regalato un biglietto di prima fila per il concerto di Bocelli in piazza San Marco a Venezia. E il sito www.dormigratis.it mi ha offerto per soli 70 euro un magnifico hotel (tapezzeria coordinata con il copriletto, mobili bianchi e dorati in stile veneziano, balcone su giardino).
Il concerto è stato davvero un evento di altissima qualità (tutta musica lirica), ma ero un po' preoccupata per il cocktail pre-concerto previsto all'hotel Baglioni (...poco meno di 18 stelle) per tutti coloro che avevano il biglietto executive, ovvero con braccialetto di riconoscimento al polso.
IL CONCERTO
Accidenti, io qui nella mia casa al mare non ho granché da "cerimonia". Comunque un paio di sandaletti a infradito con pochette coordinata li avevo, così come un vestitino comprato dai cinesi, il tutto per un ammontare di neppure 50 euro. Certo che ho coraggio io nelle competizioni, visto che lo scontro sarebbe stato con gli Armani. Ma che volete... la classe non è acqua ;-)))))))))) Ovviamente la mia ;-) che ho percorso con somma disinvoltura il corridoio cosparso di petali di rosa bianca, mi sono fatta servire - unica - dal cameriere, visto che c'era il buffet, ma io avevo in una mano la pochette e nell'altra una coppa di champagne; ho ammaliato il saxofonista del trio, perché - unica - prestavo attenzione all'ottima musica; sono stata interpretata come "presenza misteriosa" perché - unica - a non essere accompagnata... ;-)))))))))) Quanto me la tiro, eh? Ma io sono una "contastorie"...
Insomma avevo poco da preoccuparmi per gli Armani, perché avranno anche avuto il biglietto executive da 350 euro, ma la faccia era quella degli imprenditori del Nordest: il "manager" della carne di Cartura con le guance rubizze; quello delle sedie di Udine con giacca nera su camicia bianca... come i camerieri; quella dei mangimi della Bassa (cazzarola, che mandibole... triturava gli eleganti stuzzichini come se fossero stati pan biscotto); quella che, accompagnata dal figlio nulla facente e con capelli spioventi impregnati di gel, scolava Bellini come Coca Cola accompagnadoli anche col baccalà mantecato! Che schifo... Colore imperante il nero, tanto va bene con tutto... frase che odio, perché implica indecisione.
Tralascio l'apparizione dei politici che si confondevano con l'imponente servizio di sicurezza... Tutto nero su nero. Io? verde bottiglia e giallo champagne, of course.
Sono arrivata col giusto ritardo e me ne sono andata con sacrosanto anticipo. Venezia è meglio, dovrebbe essere di chi se la merita.
MALEDUCAZIONE
Ricordo quando - da studenti - io e il mio ex marito andavamo a Venezia. Un panino con prosciutto e carciofini più una birra comperati a Padova, onde non farci salassare dai veneziani.
Ci sedevamo su un gradino sotto una delle colonne monumentali di piazza san Marco e consumavamo lo spuntino con l'eleganza di essere in un ristorante. Invece, sarò snob, ma fra sedere e stravaccarsi con un cartone di pizza per terra, vedo una grande differenza. Venezia è il Salotto del Mondo che concede trasgressioni a non finire, però soffre della volgarità.
Piazza San Marco, un'ora prima del concerto: una coppia di veneziani porta a spasso il cane evidentemente colpito da diarrea, perché lascia ho contato tre "pozze". Loro chiacchieravano e si fermavano per agevolare l'evacuazione... Stavo per esplodere in: "Ma che cazzo! Lo fareste cagare così nel vostro salotto?". Ma stavo andando al cocktail, ero nella parte della Signora distaccata dalla merda... quindi ho lasciato perdere.
Il giorno dopo: ho lasciato la borsa in albergo e mi sono gustata i dintorni (zona Canaregio). Davanti alla chiesa di Santa Lucia ho visto l'inesprimibile, ovvero la dimostrazione di come la Santa della Luce non riesca ad illuminare. Un'attempata turista aveva legato un'amaca fra l'inferriata di una finestra della chiesa e l'immancabile pozzo del "campiello". Leggeva e pescava dal frigo portatile le cibarie. Campeggio! E poi ce la prendiamo con gli extracomunitari!
Avevo voglia di trasformarmi in Cristo che scaccia i Mercanti dal Tempio... ma è arrivato il mio amico veneziano Carlo. Siamo andati a mangiare in un posto da non turisti. Lui è veneziano verace e come tale è scostante e sdegnoso con la turpitudine di veneziani e turisti.
LE FOTO
Qui non abbiamo mai pace ;-) Ale (a destra) ha introdotto l'arte del mosaico, baby è un allievo prezioso. Ecco il vassoio...
E io? Luciano mi ha portato le foglie di palma. Già mi sento nell'Isola dei Famosi...
(leggi e vedi seguito)





Et voilà :-) Gli scoiattoli avevano rosicchiato il vecchio cestino. Mentre Ale e baby mosaicavano, io ho intrecciato questo con le foglie di palma... gli scoiattoli hanno gradito!
Vi abbraccio
ps. Ora vado a pennicchellare perché stamattina - alle 6 - ho fatto footing, controllando il cardiofrequenzimetro. Che aggeggio strano!
Adriana in formissima

venerdì 15 maggio 2009

partenza a elfo



Carissimi
essendomi giocata la settimana a Lignano, questa è stata molto ardua al "raddoppio" dell'arretrato (e oggi mi mancano ancora due ore di Inglese on line, più le valigie, ecc.). Ma ce l'ho messa tutta per tirarmi fuori dalla palude della terapia. Mi dispiace per i telefoni perennemente staccati, ma ho dovuto fare la formica (di energie) per poter diventare la cicala che sarò domani in partenza per il mio viaggio.
Stamattina sono stata da Lucia a farmi un nuovo look per i capelli (grazie Sabri): ho fatto le extentions (si scrive così?).... Capelli cortissimi ma con queste lunghe ciocche bianchissime... mi sento un elfo ;-)
Ciò che mi mette di malumore è il mio corpo che sta diventando tutt'altro che elfico: la combinazione di cortisone più mancanza di estrogeni mi sta facendo mettere su più di un chilo al mese. Sono già arrivata a 56 e non c'è modo di rimediare, mi ha "consolato" l'oncologo, che non mi ha neppure detto qual'è la media oltre la quale non si prosegue sulla scia della balena bianca :-(
L'unico vantaggio, come vedete dalla mia facciotta splendente, è che il cortisone liscia meglio di un lifting.
Vi abbraccio tutti, vi penserò, non vi scriverò perché lascio a casa il portatile, non vi manderò cartoline perché è un'attività che non mi ha mai appassionato, magari organizzeremo un pic nic sotto il mio amico albero per quando torno.
Un abbraccio forte forte
Adriana


lunedì 11 maggio 2009

scoiattoli, fiori e ciliegie

Carissimi
eccomi di ritorno. Dovevo restare nella casa al mare di Lignano solo per un week end, ma poi la tentazione di restarci di più è stata troppo forte. Del resto dovevo pur prendermi cura degli scoiattoli... Vi ricordate? Li avevo lasciati in autunno "lucidi e grassi come castagne", li ho ritrovati scoloriti e ruvidi come un vecchio mocio Vileda e con codine così splecchiate che ci avrei potuto pulire un'ampollina dell'olio. Ma, tranquilli, è arrivata "zia Adriana", che per tutto l'inverno ha accumulato sacchettini di noci ogni volta che andava al supermercato. Durante la settimana li ho ingozzati come tacchini farciti da mettere al forno.
Ma non mi sono limitatta all'attività zoofila: anche le mie aiole d'erba - insieme a me - hanno superato l'inverno, così le ho "coronate" con bordure di begonie bianche e rosse. Ho comperato anche due cespugli di gelsomino che gioveranno sicuramente alle mie "notti africane", ma non vorrei che eccitassero anche le zanzare già presenti e insidiose. In altri piccoli angoli ho seminato fiori azzurri di varie qualità e ho passato delle belle ore sulla sdraio ad aspettare "i semi crescere", come mi dicevo. Ma niente da fare. Non hanno messo fuori neppure un filo. Peccato, sarebbe stato importante visto che potevo dare loro acqua a volontà. Tuttavia posso contare sugli amici ;-) come sempre, sia migranti (a Lignano mi hanno accompagnato Laura e Antonio, ma poi è arrivato anche il colonnello Piazza che mi ha riportata indietro); sia semi migranti (pranzo con Isabella e Alberto che torneranno ad essere i miei vicini da metà giugno); sia stabili, ovvero l'immancabile Luciano giardiniere che si è fatto carico di fiori e scoiattoli.
Certo che sono proprio nomade: sto pensando ad un ritorno (a Lignano), quando sono contemporaneamente in partenza (per Malta).
Pur di farmela con gli scoiattoli di Lignano ho sommato gli appuntamenti. Quindi questa settimana mi ritrovo con quattro ore di inglese invece di due, uguale per i massaggi alla spalla, più tutte le "minuzie" di noi "massaie" che non sto ad elencare. Il che sommato al fatto che domani ho la dannata terapia e, da un paio di giorni, febbricola e stanchezza. Mica mi sarà venuta l'influenza suina, oltre al cancro? Tanto per esorcizzare le cazzate, ho in forno, in questo momento, un bell'arrosto di maiale che assicurerà il sostentamento di Michele anche domani, quando sarò stesa in peggio da quegli accidenti di farmaci.
Ovviamente avrei anche altre storie da raccontarvi... tipo le ciliegie a 30 euro al chilo a Lignano, mentre qui al mio supermercato sono a 10... oppure la botta di tristezza che mi era presa per essere andata in spiaggia al tramonto... o anche la "pranoterapeuta story", si cui vi tengo parecchio all'oscuro, solo perchè non mi è chiara...
Devo farmi durare il fiato...
Ci risentiamo.
Adriana

mercoledì 29 aprile 2009

Ancora una promozione

Stamattina sono stata a faremi controllare il cuore dal nostro amico Mario Trivellato... sì, sì quel medico per cui uscire dagli schemi rientra perfettamente nella norma. Quanta energia terapeutica può sprigionare chi prende con passione il proprio lavoro. Soprattutto in modo disinteressato.
Il mio cuore, l'ho visto e l'ho sentito, pompa che è una meraviglia, fottendosene degli "effetti collaterali".
Ma non è di questo che vi volevo parlare. Avrei sulla punta della lingua un "gossip", cioè svelare l'età di Mario. Ma che senso avrebbe? Lui è la dimostrazione della discrepanza che esiste fra età anagrafica e quella biologica. Ma neppure questo, tutto sommato, è così raro.
L'importante è che sa organizzare le cose.
"Ci vediamo alle 9.30" mi ha detto. E non ho aspettato un minuto. E chi aveva l'appuntamento per le 10.30 non ha tardato di un secondo. E altri prima sono stati smistati a seconda della prestazione. Nessun tempo morto e tutto il personale a disposizione, sereno, sapendo esattamente ciò di competenza.
Eh già, penserete, Adriana paga... NO! E' tutto a carico del servizio sanitario. Ma un servizio sanitario che si avvale di gente motivata, che cura l'aggiornamento e la direzione, altra (operatori in genere) che non è guidata da persone competenti. Bravissime, ma casiniste.
Io ho grande rispetto delle parole. La sanità avrebbe bisogno di persone "assertive", oltre che autorevoli. Invece siamo ancora fermi all'autoritario.
ITER PER UN'IMPEGNATIVA
Impegnativa: ciò che permette tramite il medico di base di accedere all'esame richiesto. In questa mailing ci sono anche miei cari amici maltesi, per cui cerco di chiarire anche concetti che per gli italiani sono scontati.
Il mio medico di base è partito - e lo elogio - per un corso di aggiornamento di due mesi a Chicago. C'è un sostituto.
Per le mie impegnative, più ricette che mi servono, mi sono presa per tempo (settimana scorsa).
In breve, dopo i tentativi telefonici, trovo all'interno dell'ambulatorio - che giustamente ha i propri orari - questo foglietto... e mettilo al cancello, no???????????
"Orario visita solo su appuntamento. 3460259081 dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 9. Richieste da ritirare lunedì, mercoledì e venerdì dalle 10 alle 12".
Riesco a contattare la segretaria e spiego ciò di cui ho bisogno. "Venga dalle 15.30 alle 18".
Mi adeguo. Arrivo alle 15. Ho già la fila davanti con quelli che arrivano dopo e guardano in cagnesco. Eccolo il sostituto, l'Argangelo Gabriele, alle 15.30 esatte. Detto a suo merito. Si affaccia alla sala di aspetto e chiama un nome. E' chiaramente una visita. Si alza un timido panciottone e dice: "Io sono qui solo per una prescrizione a mia madre..." . "Fra una visita e l'altra le darò la prescrizione" ribatte lo stronzo che - a quanto ne so - è specializzando e non supera i trent'anni.
Apro l'agenda e copio le indicazioni appiccicate sulla porta dell'ambulatorio. Quanto costa una fotocopia? Praticamente niente. Almeno siano a portata di mano, dentro e fuori l'ambulatorio. In modo da studiarsele con calma, capirle, organizzarsi con tuti gli altri ambulatori... catena infinita .
Invece no. Mentre già trascrivevo, sentivo crescere l'ostilità fra quelli che aspettavano.
E infatti arriva la domanda: "Ma lei ha l'appuntamento?". "Si". Erano diffidenti solo perché acquisivo e copiavo informazioni.
Ok, mi girano i coglioni! Giorni prima per telefonare senza alcuna risposta, una segretaria che mi fa dettare ciò che deve scrivere il medico, orari che sembrano il cubo di kubrik...
Però, davvero, ho cercato di essere civile.
Ha chiamato con il nome un paziente, l'ha trattenuto per 20 minuti. Si è riaffacciato. Non voglio sapere il suo modo di procedere. In questa piccola stanza di attesa, se devo sostare e con immunodepressione, ovvero vulnerabile, mi posso cuccare anche uno stupido raffreddore, che però mi frega le mie due e mezza settimane di qualità di vita, rispetto alla gestibilità del cancro.
IN SALA ASPETTO
"Io ho solo bisogno di impegnative. Vorrei sapere perché devo aspettare "
"Lei è una maleducata, non capisco perché è aggressiva"
"Io sto parlando civilmente, e con tono appropriato, aspetto solo una risposta"
"Come si chiama lei?"
"Adriana Reginato. Ho già parlato con la sua operatrice. Non capisco perché devo aspettare, fra un paziente e l'altro, per avere qualcosa che implica un minuto".
Me le ha schiaffata in mano le "carte", davanti alla sala attesa. Mi hanno guardato come una MERDA.
Eppure c'era un agomento di cui avrei parlato con lui.
Adriana

sabato 25 aprile 2009

FRA TALEBANI E TOPI GRIGI

Ciao a tutti voi,
è difficile dirvi come mi sento fisicamente oggi. Stanca come dopo una battaglia, ma soddisfatta. Né vincitori, né vinti... però con la soddisfazione di essermi battuta bene, perché ora conosco meglio le mie truppe. Il cancro è il nemico, ma le truppe terapeutiche sono lanzichenecchi che se non riesci a gestire sono anche peggio di chi devi fronteggiare. Avete presente il cosidetto "fuoco amico"? Io non capivo più da dove e da chi venissero gli attacchi, quindi se sparare col cannone alle mosche o se fare "grat grat" sotto la pancia delle tigri.
Secondo me, ci sono solo due modi per venire a capo delle cose che accadono: conoscerle oppure ignorarle. Ovvero intervenire, oppure astenersi.
Per mia natura preferisco il primo.
Martedì scorso (giorno di terapia) ho avuto la soddisfazione che l'iceberghiano oncologo comincia a dare segni di disgelo culminato con le confidenze che lui ha molto sofferto per la morte del suo cane e io della mia gatta. Ma prima siamo anche riusciti a parlare della mia situazione. Sono in buone condizioni fisiche. Nessun esame da fare se non il controllo del cuore.
"Sto aumentando un po' di peso... due chili in due mesi".
"Sì, sì capita... faccia un po' di moto"
"Vado in palestra tre volte alla settimana... Avrete una casistica... Si aumenta più o meno di 5 chili?"
"Anche di più, ma poi si può diminuire".
"E la mia vagina? Morta e sepolta? Non le sembra un modo maschilista questo di non affrontare il caso?"
"Maschilista no, direi... mancanza di sensibilità, non abbiamo questo tipo di cultura. Chissà quanto ci vorrà prima di affrontare il tema con la dovuta franchezza"
MALEDETTI TALEBANI DI CASA NOSTRA!
Lo perdono questo oncologo che metto continuamente in imbarazzo solo perché finalmente mi ha dato risposte esaurienti sull'Erceptyn, ovvero la pera che mi fanno per flebo ogni tre settimane.
E' vero che l'Erceptyn è una sferzata a livello nervoso ed è per questo che mi danno una ragguardevole dose di Valium prima della somministrazione, onde evitarmi in corso tutta una serie di tremori e di spasmi. Però l'effetto Valium dopo 5-6 ore passa (potevano dirmelo, noooo?) e così ti ritrovi che non dormi, non stai bene in piedi (perché troppo stanca), né distesa (troppo agitata).
Stavolta ho cominciato ad assumere tisane della "buona notte" e valeriana, onde prolungare l'effetto sedativo del valium. Appena sentivo che anche questi rimedi si facevano blandi, facevo subentrare di notte una ventina di gocce di En. E quiete, soprattutto. Più tanta tanta verdura cruda, perché un altro effetto collaterale è quello di un'arsura tremenda che neppure l'acqua può calmare, in quanto viene espulsa immediatamente.
Magari scopro l'acqua calda nel raccontare queste cose, ma perché non deve essere la struttura ospedaliera a dare queste indicazioni? Perché deve essere sempre tutto demandato ad altro personale o ad altre strutture?
Il primo referente è il medico. E' impossibile che lui non sia informato su reazioni neurovegetative o di banale arsura.
Eppure il paziente, quando va da un medico, sente solo cantilene rispetto a farmaci ordinati: "Non fumare, fai moto, mangia mediterraneo, controlla il peso, evita lo stress". Punto. Sei affidato al "fai da te" o alle case farmaceutiche e paralimentari.
Continua a sembrarmi una medicina in cui prevale la malattia, non il malato. Ognuno è geloso della propria "scienza", che finisce col diventare "corporazione". E "corporazione" sono anche quelli che non si integrano con la "scienza" ufficiale.
CHE CASINO!
E in mezzo ci sono quelli, come me, che tengono più alla vagina che ad una tetta di silicone, perché la vagina è sacrosanta, indipendentemente che la usi o meno, mentre una tetta di silicone è puramente estetica.
A volte, sbam sbam, mi sembra di sbattere la testa contro l'ovvio. Sbam, sbam, sbam, ma in che mondo falso e pregiudiziale vivo? Sbam, sbam, sbam dove è l'impedimento per capirsi? Sbam, sbam, sbam... mangiare una mela ha dato consapevolezza, andarsene dalla gabbia è stata conoscenza, imparare a comunicare è stato utile, ma conflittuale.
Aspetto ancora che si cominci a parlare.
TOPO GRIGIO
Ebbene sì, c'era ancora in sala chemio la suora invadente. Eravamo tutti più prostrati del solito. Sonnecchiare sarebbe stato l'ideale, nonostante la tv che nessuno guarda e che nessuno zittisce per ripetto a chi tiene un occhio su due aperto. Invece eccola Topo Grigio che si risveglia dal torpore e si mette in moto al primo colpo come la mia Mini dopo mesi di garage. La vicina di poltrona è intronata quanto me, ma più cortese. Aveva già sopportato uno scambio di alici alla ligure e - in alternativa - in saor da parte di altre due signore all'altro capo della stanza. E lei aveva pure detto la sua, consigliando un trito di cipolla di Tropea... ma l'argomento stava esaurendosi come gli ultimi colpi di squash contro il muro, quando Topo Grigio aggancia la malcapitata che sperava in un attimo di quiete e la sottopone ad una raffica di chiacchiere sul proprio utero asportato come fette d'anguria. Io sono in pieno effetto Valium, la testa mi ciondolola, decido di assecondare il rumore... mi assopisco per qualche minuto, anche se sono martellata dallo squittio del Topo Grigio. Un'infermiera (sadica o pietosa?) abbassa il volume della tv... Ora Topo Grigio può imperversare senza tenere testa a nessuno. Aggancia il mite volontario Riccardo e gli fa sciorinare tutti i tormenti da cancro che la defunta moglie ha avuto e a causa dei quali lui si è immerso in questo girone dove tenta di rendersi utile.
Topo Grigio finisce di pasturarsi delle altrui disgrazie dopo un'ora e mezza di ininterrotto monologo. Stavolta ci ha risparmiato la preghiera collettiva. Non voglio sapere perché! Non voglio cedere al mio Ego! Ero troppo annebbiata per guardarla così male come avrei voluto!
Perché Topo Grigio? Pelle cinerina, ciuffi cespugliosi che sfuggono alla cuffia e baffetti grigi sopra incolore bocca senza labbra.
Adriana suonata